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Distretto socio-sanitario e medicine di gruppo integrate: Piano Socio Sanitario Veneto, il confronto a Piovene Rochette.

  Il 18 giungo scorso a Piovene Rocchette  si è svolto il secondo dei quattro incontri promossi da CGIL-CISL-UIL Confederali , SPI-FNP-UILP  Pensionati, direttori di ULSS, medici di Medicina di Base e Sindaci della provincia di Vicenza sul Piano Socio Sanitario della Regione Veneto e il futuro dei Distretti socio-sanitari e la  Medicina di gruppo integrate.

Durante l’incontro organizzato dai sindacati con i rappresentanti della Ulss 4 a Piovene Rocchette e del neo sindaco Erminio Masero sul tema dei distretti socio-sanitari e della medicina di gruppo integrata, Vittorino Deganello Segretario generale dei pensionati CISL di Vicenza, ha definito le “quattro colonne portanti della nuova sanità regionale”,  ossia: l’ospedale che cura le acuzie, le strutture a lunga degenza , i servizi domiciliari e il medico di base, la cui figura, in particolare, è stata recentemente rivista e collocata nella nuova struttura della medicina integrata. “I cambiamenti che conseguiranno a questo Piano sono molti” – ha affermato Deganello – di fondamentale importanza nel nuovo Piano socio-sanitario assumono le strutture di ricovero intermedio e l’assistenza domiciliare che devono essere ben organizzate per dare al paziente un servizio 24 ore su 24, e il nuovo modello della medicina integrata, della quale proprio Piovene Rocchette è esempio pionieristico”. 

A questo proposito il coordinatore dei sei medici di base di Piovene, Massimo Grotto, si è detto soddisfatto di questi primi mesi di rodaggio, in particolare della “gestione dei dati in rete, in modo che tutti e sei potessimo conoscere le problematiche di ogni singolo paziente. Anche la sede fisica è stata ristrutturata bene e regge l’urto della nuova tecnologia”.

LA DG CARRARO RESPINGE LE ACCUSE: ‘SIAMO UN MODELLO’

Daniela Carraro, Direttore generale della Ulss 4, chiamata a intervenire sulla spinosa questione dell’Ospedale unico riguardo ai cambiamenti strutturali e alle vecchie questioni quali il project financing, la riduzione dei tempi di degenza e i costi della nuova struttura, ha sfoderato nel suo intervento l’ormai nota verve combattiva e non ha accettato le insinuazione sulle presunte pecche della struttura. In particolare, l’accusa di spreco che da sempre sovrasta come un’ombra sull’ospedale di Santorso, viene rigettata con forza, dati alla mano: “Abbiamo acquistato 771 nuove attrezzature, ma questo non vuol dire che quelle vecchie sono state tutte buttate. Tutto quello che si poteva utilizzare è stato utilizzato. Nuovi macchinari significano anche meno spreco di energia e meno pericolo per gli operatori. Si contano sulle dita di una mano gli ospedali a norma nel Veneto per quanto riguarda l’antisismico, senza contare che stiamo diventando punto di riferimento a livello medico anche per gli ospedali di Vicenza per quanto riguarda i neonati prematuri”.

“Certo, i problemi non sono pochi e ci stiamo lavorando, i costi sono inevitabili per poter gestire al meglio la struttura. Sappiamo che dobbiamo in particolar modo snellire i tempi di attesa al pronto soccorso, di cui tanto si parla”.

“Il nuovo servizio socio sanitario – ha specificato inoltre il Direttore generale della Ulss – è studiato per gestire una situazione enormemente stratificata e per dare assistenza sempre più capillare. A questo proposito puntiamo sempre di più sulla prevenzione, che sarà la vera ancora di salvezza per snellire le problematiche della sanità e vero futuro della medicina”.

Nell’ottica infine di rendere la struttura in equilibrio tra costi e benefici anche i tempi di attesa per le visite sono giustificati innanzi tutto dalla precedenza data alle urgenze. “È ovvio che le visite di controllo non le possiamo mettere in prima fila –  ha continuato la Carraro – prima di tutto dobbiamo gestire i pazienti con sospetto di tumore o altre gravi patologie, e in questo è centrale la figura del medico di base. Capisco che l’attesa può sembrare un sintomo di inefficienza, in realtà purtroppo i costi non ci permettono di agire in modo diverso, altrimenti l’onere in termini economici per il cittadino sarebbe decuplicato”.

Leggi l’articolo completo di  Marta Boriero su  Thiene On Line

 

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