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RICORDO DI FRANCESCO SANSON

Da 22 Dicembre 2017 Nessun commento

FRANCESCO SANSON . MUSICA, BICICLETTA  E  SOLIDARIETA’

 

Bontà d’animo e disponibilità verso gli altri colpivano subito ogni interlocutore di Francesco Sanson. Le ha costruite in risposta ad una azione violenta che lo ha ferito profondamente da bambino. Francesco nasce a Cimetta di Codognè (TV) il 26 agosto 1942 e quando ha  due anni i nazifascisti bruciano, per rappresaglia contro una sparatoria dei partigiani,  tutte le undici case della via in cui abitava.  La sua famiglia, composta da 16 persone,  viene ospitata da vicini e conoscenti, ma il fratello Lino (di quattro anni) si svegliava ogni notte gridando “paura! paura!”. Francesco cresce con tale profonda ferita della memoria ma cerca di risanarla sviluppando musica e solidarietà.

A 14 anni debutta come organista nella chiesa del paese.

Nel 1967 Francesco viene assunto dal mobilificio locale Mo.di.co.  Si iscrive alla Cisl condividendone  i caratteri costitutivi.  Comincia ad esprimere il suo impegno ad aiutare il prossimo accettando di essere eletto Commissario Interno. Promuove una vertenza per fare riconoscere il proprio ruolo contrattuale dalla direzione.

All’inizio degli anni ’70 accetta di fare l’operatore sindacale per seguire il settore tessile-abbigliamento (FILTA) e successivamente il settore del legno, dell’edilizia e degli affini (FILCA). Accetta nel 1972 di essere trasferito in provincia di Padova per organizzare la Filca.

Nel 1978 Francesco viene nominato “reggente” della Filca vicentina. Il suo impegno ne consolida l’appartenenza al corpo Cisl, come componente funzionale all’insieme. Entra in Segreteria della Filca regionale del Veneto, per assumere il ruolo di coordinatore del settore edile per la costituzione dei nuovi enti bilaterali. Avviano una politica sindacale di tutela specifica per i lavoratori artigiani più instabili come posto di lavoro: gli edili. Prepara l’accordo regionale veneto tra Cisl-Cgil-Uil e FRAV (Federazione Regionale Artigiani Veneti), Confartigianato e CNA (Confederazione Nazionale Artigiani) del luglio 1983. Tre anni dopo sono avviati gli Enti Bilaterali per l’edilizia CEAV (Cassa Edile Artigiana Veneta) e CEVA (Cassa Edile Veneta dell’Artigianato). Essi aprono la strada alla costituzione dell’Ente Bilaterale Artigianato Veneto intercategoriale (EBAV) costituito nel 1989.

L’abbinamento di solidarietà e mutualità attraverso  gli Enti Bilaterali, offre tutele ai lavoratori per le quali non serve il conflitto, ma competenze specifiche dentro un quadro di  osservanza delle regole concordate insieme.

I ruoli politici di rilievo riportano Francesco a Vicenza dove viene eletto in Segreteria della Cisl vicentina. Essa costituisce nel 1993 un CAAF (Centro Autorizzato di Assistenza Fiscale) autonomo rispetto al Caaf nazionale e alcune società per rispondere ad esigenze fiscali e tributarie.  Francesco ne segue alcune come presidente “pro tempore”. Collabora con le iniziative formative e ravviva spesso le serate a Camposilvano di Vallarsa (TN), terra di lupi, suonando la fisarmonica. La porta sempre anche nelle feste della Cisl.

Per la sua  competenza maturata in Filca sui temi della casa e del territorio, Francesco suggerisce alla Cisl regionale di fare inserire nella legge regionale del 2 aprile 1996 n. 10, relativa alle case popolari, un misuratore del reddito nelle graduatorie dei richiedenti l’assegnazione.

I problemi e le aspettative degli immigrati, che già erano entrati numerosi nelle lavorazioni più pesanti dell’edilizia e in quelle più nocive del settore metalmeccanico e chimico-conciario, vengono affrontati dalla Cisl vicentina specializzando operatori. Francesco coordina iniziative conoscitive, divulgative e rivendicative. La prima manifestazione dei migranti percorre Vicenza il 23 giugno 2001, poi segue il loro imponente sciopero provinciale il 15 maggio 2002.

Il nuovo corso della politica italiana avviato dal Presidente del Consiglio  Silvio Berlusconi nel 1994 accentua la conflittualità sindacale ad ogni approvazione della Legge Finanziaria. Perciò Francesco Sanson non cessa di impegnarsi anche quando va in pensione.  Diventa componente del direttivo della Federazione di pensionati (FNP) di Treviso. Quando la Cisl unifica le province di Treviso e di Belluno continua a collaborare con la Fnp nella zona di Vittorio Veneto, pur essendo colpito da una forma di Parkinson, che comunque gli concede lo stesso l’altra sua grande passione, la bicicletta. La usa sempre quando può. Non smette di insegnare come si suona la fisarmonica, è componente  della fanfara alpina di Conegliano e  continua ad animare le Sante Messe in Parrocchia a Cimetta e Codognè.

Gli equilibri familiari avrebbero potuto frantumarsi a causa della notevole mobilità di Francesco tra province e Federazioni. Egli divide la sua presenza tra  Cimetta (Codognè) e Thiene dove si trasferisce con la famiglia dal 1979 al 2006. Qui nella parrocchia alla Conca animava le sante Messe suonando l’organo e dirigendo il coro locale.  La sua bontà d’animo e la disponibilità verso il prossimo rinsaldano anche la coesione con la moglie Alberta e i tre figli e moltiplicano l’altruismo. La figlia Vanda ed il marito sono parte molto attiva dell’Associazione Papa Giovanni XXIII. Gestiscono una casa-famiglia a Calvene (VI) dove convivono con i loro due figli,  ed alcune persone in stato di disagio. Il figlio Massimo ha seguito l’esempio paterno e lavora all’Ufficio Vertenze della Cisl di Treviso. L’altro figlio Luciano lavora a Thiene e spesso va dalla mamma a Cimetta ad aiutarla per gestire l’arrivo della comitiva di Vanda.

L’incidente stradale dell’undici dicembre u.s. stronca una vita spesa per il prossimo ma lascia un esempio da seguire. La recente scomparsa di Bruno Oboe ha suscitato ricordi analoghi a quelli di Francesco Sanson . Entrambi erano ricchi di onestà, sincerità, capacità di ascolto, di mediazione e di progettualità sindacale. Entrambi non si sono risparmiati nel tutelare i più deboli, in conformità alla loro natura umana ed alla proposta del “sindacato nuovo” che la Cisl ha costruito.

                                                                                   Livio Bortoloso  17 dicembre 2017

 

Leggi anche l’articolo: Il Giornale di Vicenza 14.12.2017

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