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Dal prossimo mese di giugno saranno operative le disposizioni della Legge di bilancio 2019 che intervengono sugli importi delle pensioni in atto.
La prima riguarda la riduzione della perequazione (adeguamento del trattamente al costo della vita) delle pensioni superiori a 1.522,26 euro. Il minore importo è stato applicato però solo dal mese di aprile e quindi l’INPS dovrà recuperare le somme pagate in più tra gennaio e marzo con un conguaglio nel trattamento di giugno.
L’assegno pensionistico ridotto dal conguaglio riguarderà, in diversa misura, circa 5 milioni e 600 mila pensionati (di cui oltre mezzo milione in Veneto).
Nel complesso l’adeguamento incompleto al costo della vita di queste pensioni toglierà dalle tasche dei pensionati interessati oltre 9 miliardi e mezzo tra il 2019 e il 2028.
Doppio taglio, e ben più pesante, sulle pensioni che superano i 100mila euro (gli interessati sono 24.000). Da giugno l’INPS procederà sia al taglio netto degli importi (dal 15 al 40%) che al conguaglio di quanto pagato in eccesso nei primi 5 mesi di quest’anno. A questo proposito si procederà al recupero delle somme in tre rate, la prima appunto nella pensione di giugno. In totale, nei 5 anni di applicazione della norma non saranno pagati 415,6 milioni di euro.
Durissima la posizione dei sindacati dei pensionati che, nel 2016, avevano concordato con il governo il ritorno alla piena rivalutazione delle pensioni sulla base di un nuovo paniere.
Un argomento in più per la manifestazione nazionale del prossimo 1 giugno a Roma

 


da www.cislveneto.it

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