FNP news

Pierre Carniti con i vicentini

PIERRE  CARNITI  CON I  VICENTINI

Pierre è passato a migliore vita a 81 anni, di cui 60 molto impegnati nel tutelare i lavoratori dipendenti e i soggetti più deboli.

Aveva venti anni, nel 1956, quando è stato mandato al Centro Studi cislino di Firenze per fare il corso di formazione come operatore sindacale. Frequentava più la biblioteca che le lezioni, ma colpiva tutti il suo impegno. Allora una delle esperienze nuove in Italia era l’esperimento produttivistico con il Piano Marshall. Vicenza lo stava facendo dal 1952 nelle Piccole e Medie Imprese. Alcuni insegnanti erano stati più volte a Vicenza restando impressionati dalle relazioni dei 38 partecipanti alle missioni in America, e dai risultati ottenuti.

Pierre entra nel 1953 nella FIM milanese dove pratica quanto ipotizzato dalla Cisl delle origini: ruolo dominante delle Federazioni, aumenti salariali legati alla produzione, autonomia da partiti e Acli, contrattazione aziendale. Dopo nove anni viene eletto segretario della Fim milanese e nel 1964 entra in segreteria nazionale. Sulle sue idee si coagula un gruppo di universitari: Guido Baglioni, Bruno Manghi, Gian Primo Cella, Tiziano Treu, Pippo Morelli.

In America Pierre va la prima volta nel 1964. Verifica a Detroit, città-simbolo dell’automobile, l’esistenza di conquiste sindacali come quelle ottenute nelle aziende produttivistiche vicentine: la contrattazione aziendale, i premi di produttività, un welfare aziendale (premi agli anziani, ai suggerimenti presentati dai lavoratori per migliorare lavoro e macchine, abitazioni aziendali).

A Vicenza Pierre viene il 31 gennaio 1969 per offrire solidarietà ai lavoratori del Lanificio Marzotto di Valdagno. Giornali e televisione avevano descritto le lotte mostrando il rovesciamento della statua del fondatore Gaetano Marzotto il 19 aprile 1968. Però l’azienda non voleva cambiare l’esperimento del cottimo BEDAUX che faceva lavorare di più con paga minore. Per questo i lavoratori occupano il lanificio per un mese nel gennaio 1969. Pierre resta affascinato da migliaia di donne e uomini, scioperanti e talvolta impegnati in turni  per presidiare l’azienda ed evitare danni ai fabbricati e ai tessuti.

I congressi cislini del 1969 si svolsero con lo slogan “Potere contro Potere”.

L’incidenza della FIM nazionale ingigantisce a Vicenza quando risolve la crisi per il fallimento delle Officine Pellizzari scoppiata nel 1971. Pierre era già stato eletto segretario generale della FIM nazionale nel 1970 (a 33 anni). Il suo interessamento coagula l’impegno anche di FIOM e UILM che riescono a salvare l’azienda inserendola nelle Partecipazioni Statali.

Il ruolo nazionale di Fim, Fiom, Uilm, condiziona le federazioni vicentine tanto che fanno stampare una tessera unitaria valida per il 1972. Era l’anno nel quale doveva avvenire l’autoscioglimento di Fim, Fiom, Uilm, ma solo meccanici e tessili cislini lo fecero. Bruno Trentin e Giorgio Benvenuto costituirono nel 1973 la unitaria Federazione Lavoratori Metalmeccanici  (FLM).

L’interessamento di Pierre per le vicende della Fim vicentina si manifesta nuovamente nel 1972 in seguito alla cresciuta importanza associativa della federazione vicentina. Passa dai 1.800 iscritti del 1954 (+ 400 rispetto al 1952) e Commissari Interni in 22 aziende, ai 5.089 iscritti nel 1968 con Commissari Interni in 27 aziende. Il segretario generale FIM, Luciano Zarantonello, era però tiepido verso la proposta della Fim nazionale, mentre altri operatori cislini favorivano la nascita di FIOM e UILM   dove non c’erano.

Pierre, segretario generale Fim dal 1970, promuove un incontro tra Pippo Morelli della Cisl nazionale con i segretari vicentini dei tessili (Bruno Oboe) e dei Chimici (Egidio Dal Cortivo) che erano stati corsiti a Firenze nel 1963. In una trattoria sul lago di Garda decidono di inserire due nuovi operatori nella FIM: il veronese Luigi Viviani e il vicentino Dino Maculan, aderenti alle “Acli per il socialismo”. Maculan è distaccato dal Lanificio Rossi per sostituire Zarantonello.

Anche nei territori Pierre gioca la partita dell’unità sindacale, convinto che era indispensabile per migliorare le condizioni dei lavoratori dipendenti. Spiega che i corpi sociali intermedi organizzati sono indispensabili per assicurare la vitalità democratica delle istituzioni. Combatte quindi i gruppi contrari all’unità.

La FLM diventa una “quarta confederazione” contrapposta alla Federazione Unitaria Cisl-Cgil-Uil (costituita a Vicenza nel 1973).

Paladino della giustizia e della equità sociale Pierre viene eletto nella segreteria Cisl nazionale  nell’estate 1974 e diventa il promotore di un consistente rovesciamento contrattuale. L’accordo sul punto unico di contingenza del 21 gennaio 1975 concede ai livelli categoriali più bassi maggiorazioni salariali percentualmente maggiori dei livelli più alti.

L’elezione di Pierre a segretario aggiunto di Luigi Macario (1977-1979) obbliga ad affrontare i grandi problemi causati dalle due crisi petrolifere. Accelerano l’introduzione dell’informatica nei processi produttivi, riducendo gli occupati ed aggravando la disoccupazione giovanile.  Ma anche alimentano l’inflazione.

La riduzione del potere d’acquisto dei redditi da lavoro e da pensione  viene affrontata da Pierre nel gruppo di Ezio Tarantelli, l’economista comunista consulente cislino (poi assassinato dalle Brigate Rosse). Preparano l’accordo del 14 febbraio 1984 (SanValentino) con il governo Craxi per raffreddare la scala mobile. Una legge generalizza l’accordo, ma il PCI promuove nel 1985 un referendum abrogativo. Lo combatte la Cisl che nel Veneto organizza un’assemblea imponente a Vicenza con Pierre, diventato segretario generale Cisl (1979-1985). Il referendum respinge l’abrogazione  con un 70% dei voti ( Vicenza con il 74,9%). Sono risultati che provocano lo scioglimento della FLM. Seguono le scelte confederali che fanno retrocedere i sindacati di una dozzina di anni.

Pierre ha dimostrato una continuativa attenzione ai vicentini venendo a Vicenza a  festeggiare il 30° ed il 40° della costituzione della Cisl.

L’uscita di Carniti dalla segreteria nazionale è stata seguita dalla elezione al Parlamento europeo (1989-1999).  Ha lasciato una importante eredità culturale avviando la rivista di cultura e politica “Il Bianco e il Rosso”, nel solco di una tradizione cristiano-sociale,  molto presente anche a Vicenza.

Siamo riconoscenti a Pierre Carniti per il suo esempio giustizialista ed ugualitario e per le azioni innovatrici della contrattazione e dei sindacati.

Livio Bortoloso  7 giugno 2018

lascia un commento